Santa Maria del Giogo e Punta dell’Orto

Alcune immagini della gita sulla sponda bresciana del Lago d’Iseo fra S. Fermo di Pilzone, Punta dell’Orto, Santa Maria del Giogo e Nistisino: una piacevole scarpinata in compagnia nei bellissimi boschi autunnali della zona e con magnifici panorami sul lago.
Grazie a tutti i partecipanti e al nostro Domenico che ci ha accompagnato sui suoi sentieri di casa.

Dati in breve
Lunghezza: 14 km A/R
Dislivello: 900 m D+
Tempo stimato: 6 h
Difficoltà: media

Dalla piazzetta di Pilzone (Largo Caduti del mare, quota 195 m) imbocchiamo Via Silano e successivamente iniziamo a salire per un largo acciottolato seguendo il segnavia n. 242; in poco più di 30 minuti siamo nei pressi della chiesa di San Fermo, dove sostiamo brevemente per ammirare il panorama sul lago dalla balza sulla quale poggia il suo campanile.
Proseguiamo oltre, ora su sentiero, fino ad incrociare il segnavia 290 Proai-Golem che prendiamo tenendo la sinistra, percorrendo una carrareccia che in saliscendi e con qualche bello scorcio ci accompagna fino alla località Nistisino (615 m). Da qui seguiamo i segni tricolore del sentiero della Resistenza “Brigata Barnaba” e saliamo fino a Santa Maria del Giogo, attraversando prima i prati di Nistisino e poi in un bellissimo bosco (qualche breve tratto ripido).
A Santa Maria del Giogo (968 m), nota ed apprezzata terrazza panoramica sul lago, possiamo sostare per un pranzo al sacco presso il comodo prato attrezzato ai piedi della chiesetta, costruita alla fine del 1.300 come luogo di ristoro e ospitalità per i viandanti che transitavano per questo importante snodo di comunicazione fra le valli e con la città.
Una volta ripartiti seguiamo il sentiero 3 V fino alla località Colmi, dove attraversiamo la strada asfaltata proveniente da Polaveno, e lo abbandoniamo per seguire le indicazioni per Punta dell’Orto (1.000 m), che raggiungiamo brevemente.
Dopo esserci goduti l’ultimo panorama della giornata sul basso lago e sulla Riserva delle Torbiere, iniziamo a scendere ripidamente per sentiero (segnavia 241/242) e rientriamo nell’itinerario seguito all’andata presso l’incrocio con il sentiero Proai-Golem.

 


Sempre più in alto, per una nuova umanità

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