Al Rifugio Pirlo dalla Val Degagna

Percorrendo fitti boschi, ameni prati e scrosci d’acqua, scopriamo una lussureggiante e poco frequentata valle poco distante da Brescia, arrivando fino al panoramico Rifugio Pirlo.

Partenza da Cecino (Vobarno) al parcheggio di Via San Martino.
Dati in breve
Distanza: 14 Km
Dislivello: 1100 m D+
Tempo di percorrenza: 6 h pause escluse
Difficoltà: media

Per una stretta stradina si attraversa l’abitato di Cecino (metri 350) verso destra dopodichè si prende a camminare sulla larga mulattiera che si inoltra in lieve salita nella Valle del Prato della Noce. Si valica il torrente verso destra e si continua nel bel bosco carpini, noccioli e frassini; più in alto, ritornati sulla sinistra del torrente, ci si innalza con alcuni tornanti fino a raggiungere, dopo circa un’ora dalla partenza, il Prato della Noce (metri 879) dove sorge una cascina attorniata da vecchi noci e da un bel prato che digrada verso il torrente.

Proseguendo si perviene poi comodamente al Passo della Fobbiola (metri 961), agile collegamento con la Valle di Campiglio che scende in direzione del lago di Garda. La sella è attraversata da un antico sentiero che collega le località delle montagne dell’entroterra gardesano; belli i panorami sul Monte Marmera e sul Forametto a destra e sul Monte Zingla a sinistra. Si continua verso destra (segnaletica) sul sentiero denominato dei “ladroni” che si snoda attraverso boscose convalli in direzione del Passo di Spino (metri 1160), ampio valico tra i contrafforti del Monte Pizzocolo e il Monte Spino; si ammirano qui alcuni bellissimi frassini e faggi.

Dal passo, si continua verso destra seguendo la stradina che inizialmente sale ad un roccolo lasciano a destra vecchi manufatti della guerra 1915/18; seguendo sempre la stradina che prosegue pianeggiante, si giunge in breve al rifugio Pirlo (metri 1165) che sorge su un panoramico sperone proteso sulla val di Sur. Il rifugio è aperto dalla primavera all’autunno e nei fine settimana del restante periodo dell’anno; è base di gite interessanti come il Pizzocolo (un’ora e mezza di cammino) e il Monte Spino (meno di un’ora). Si tornerà a valle per altra via passando per il dal Buco del Tedesco (sentiero numero 4)

Dal rifugio si continua in discesa verso ovest tagliando le pendici meridionale del Monte Spino; si giunge alla vicina e freschissima sorgente dalla quale attinge acqua il rifugio e da questa si procede fino a portarsi su un dosso dove si stacca sulla destra un ripido e sconnesso sentiero (segnato) che sale tra boschetti di carpini. Seguendolo si giunge al “Buco” situato tra il Monte Marmer e il Forametto: oltre il roccioso passetto il sentiero cala zigzagante attraverso il ripido e boscoso versante verso il fondo della valle del Prato della Noce, fino a intersecare la mulattiera di salita che percorrendola in discesa (sinistra), ci riporta a Cecino.


Sempre più in alto, per una nuova umanità

A.P.E. - Alveare dell'Associazione Proletari Escursionisti (dal 1919)