Domenica senz’auto? Domenica in quota!

11 Ottobre 2020. Si ritorna sui monti per un nuovo itinerario no oil lungo il triangolo lariano: la traversata Asso-Valmadrera.

Ci ritroviamo in stazione Cadorna alle 7:45. Abo e Tino alludono scherzosamente a qualche misterioso presagio legato agli itinerari senz’auto, ma il tempo è bellissimo e noi siamo carichi! Facciamo rapidamente i biglietti, diamo il benvenuto a Patrick, Alessandra, Barbara e Nora che per la prima volta partecipano ad una gita apeina e prendiamo il treno delle 8:09 alla volta di Asso. Il gruppo si infoltisce alle fermate di Affori e Bovisa, infine siamo 20, spensierati e confermatissimi!

Il viaggio in treno è sereno: Giulia ed Elena insegnano a giocare a Mastermind, qualcuno legge l’oroscopo di Internazionale, Ambra e Tino si occupano del tesseramento per i neoiscritti all’Ape Milano. Arriviamo a destinazione alle 9:30, rapidamente saliamo il monte lungo la costa di Cranno. Imbocchiamo il sentiero naturalistico dello spaccasassi con i primi cartelli che descrivono l’ambiente, il territorio, la flora e la fauna.

Il sentiero ci porterà al rifugio SEV e attraversa un bosco misto di betulle, abeti rossi e castagni. Molti si fermano e raccolgono tantissime castagne che vengono infilate alla rinfusa negli zaini e nelle tasche. Davide cerca avidamente funghi porcini e nel cammino ci aiuta riconoscere le diverse specie che incontriamo. Paola, felice, riconosce una mazza di Tamburo e una pianta di ciclamino. A quota 650 mt si giunge al “Sass de la Prea”, un grande masso erratico dimenticato dal ghiacciaio durante il suo inesorabile ritiro e adagiato su un breve pendio in posizione panoramica. Da questo punto l’osservazione spazia sull’abitato di Canzo e sui monti Cornizzolo e RAI, che gli fanno da cintura fino alla piana d’Erba.
I tempi per raggiungere il rifugio SEV sembrano più lunghi di 2 ore (aveva ragione il vecchietto alla stazione di Asso), ma Davide ci illude per motivarci di essere a pochi minuti dalla Cima. La salita invece continua. Proseguendo nel bosco, arriviamo ad una sorgente, poi dopo poco ritroviamo le case di Belvedere (Costa Bella) e da qui, in un ultimo sforzo, raggiungiamo il pianoro di Pianezzo ove sorge il rifugio S.E.V. a quota 1.250 m.
Abo, Elena, Marta e Alex decidono di risalire dal SEV il corno centrale di Canzo (dislivello 150 mt). Guadagnata in 20 minuti la cima, i quattro si scattano un selfie di facce soddisfatte.

Poco dopo Abo, come preannunciato, lascia il gruppo per scendere alla spicciolata a valle e ripartire con il primo treno alla volta di Milano, mentre gli altri tre ci raggiungono al SEV per il pranzo. Siamo sudati ma la vista sul lago di Como ci ripaga della fatica. Divoriamo infreddoliti il nostro pranzo al sacco sul prato e ci rifugiamo al SEV per una tisana calda e la foto di rito.

Alle 14:00 riprendiamo la traversata e ci dirigiamo sul sentiero in discesa a Valmadrera. Procediamo a velocità moderata nel bosco, che qui è stato colpito duramente dai venti e piogge fortissimi delle settimane scorse. Costeggiamo brevi corsi d’acqua ripieni di rami e tronchi spezzati e lo spettacolo di tale natura ferita ci colpisce. Poco dopo il sentiero si fa più agevole e spedito. Mentre Eleonora e Gaetano parlano di Neottomanesimo, Silvia inciampa e cade sul sentiero pericolosamente, ma per fortuna, senza riportare alcun danno.

Allegramente riprende la sua discesa, ma Tino con premura la affianca fino a valle. A Valmadrera si respira aria di festa, la banda del paese suona allegramente davanti la chiesa principale, ma noi a passo spedito proseguiamo oltre, senza sosta, e raggiungiamo rapidamente la stazione: il treno è in partenza! Salutiamo Alex che resta in zona dalla sua famiglia e affolliamo il primo treno diretto a Milano (h. 16:47). Sulla coincidenza a Lecco il gruppo si divide per le diverse destinazioni. Ci separiamo con affetto e calore anche se a distanza. Un’altra gita apeina è finita, siamo però tutti soddisfatti e già qualcuno chiede informazioni per i prossimi appuntamenti in agenda.

Giusy, per Ape Milano


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