L’Eremo di San Defendente

Posto sulla sponda bergamasca del Lago d’Iseo di fronte alla Corna Trentapassi, l’eremo di San Defendente offre un panorama straordinario sul lago fino a Montisola e su Lovere e verso la Valcamonica, fino all’Adamello nelle giornate più terse. Lo raggiungiamo con un itinerario che lambisce la riserva naturale della Valle del Freddo e si sviluppa in continuo saliscendi, con una sola salita finale che richiede un certo impegno, ma che risulta piuttosto breve (poco più di 200 m di dislivello).

Dati in breve
Distanza: 13 Km
Dislivello: 750 m D+
Tempo di percorrenza: 6,5 h circa (soste comprese)
Difficoltà: media

Si parte dalla sbarra d’accesso alla Valle del Freddo (quota 340 m) passando per una zona non interessata dalla riserva e quindi con accesso consentito e seguiamo il sentiero n. 565 “Periplo del Monte Clemo”; proseguiamo in senso orario tenendo sempre la destra a monte e incontriamo le indicazioni per Pianico ed in seguito per Lovere e Castro.
Il sentiero corre in un bel bosco e alterna continuamente brevi salite e brevi discese, costeggiando il Monte Clemo prima ad ovest poi a nord.
Arrivati in vista del Lago d’Iseo usciamo dal bosco ed iniziamo un magnifico traverso panoramico affacciato sul lago che procede in leggero falsopiano; ad un bivio ignoriamo le indicazioni del sentiero 565 B, che alla nostra destra sale verso Esmate e l’eremo di San Defendente, e rimaniamo bassi verso il lago fino ad incontrare il sentiero 565 C, che sale direttamente all’eremo. Questo è l’unico tratto di salita continua e ripida, comunque piuttosto breve (meno di 250 m di dislivello) e sempre molto panoramica.

Raggiungiamo quindi l’eremo di San Defendente (quota 680 m) dove sostiamo approfittando anche di un’area esterna attrezzata e ci godiamo un panorama fra i più belli del Lago d’Iseo.
Per il ritorno seguiamo il sentiero 565 C, poi 565 A, in breve risalita per la cresta del Monte Na (quota 707 m), con scorci panoramici sul Lago di Gaiano e sul Lago d’Endine; passiamo per la località Santa Lucia e rientriamo in fine per un bel sentiero (sempre n. 565) che scende costeggiando la Riserva della Valle del Freddo.


Sempre più in alto, per una nuova umanità

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